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Psicologi

Psicologia che passione!

Nei recenti articoli sulla guida ai prestiti abbiamo imparato a conoscere diverse tipologie di prestiti

ognuno dei quali si distingue per importi, agevolazioni, garanzie, legislazione e finalità.

Tra le varie tipologie di prestito di cui abbiamo parlato, la maggior parte rientrano nella categoria dei prestiti chirografari, ovvero quelli che prevedono l’erogazione di una somma di denaro con una garanzia data semplicemente dalla firma di chi lo richiede.

Nella categoria dei prestiti chirografari rientrano i prestiti personali, la cessione del quinto dello stipendio, il prestito delega e il prestito finalizzato, e ovviamente quello chirografario in se per se.

Il Prestito chirografario può essere a singola oppure a doppia firma, nel secondo caso viene richiesta dal creditore la firma di una seconda persona, generalmente un familiare del richiedente, come ulteriore garanzia.

Le modalità per la restituzione del prestito chirografario sono identiche a quelle delle altre tipologie di prestito, ovvero con un rimborso in rate mensili, sia del capitale che degli interessi, effettuato tramite bollettino postale o con l’addebito diretto sul conto corrente del debitore (RID).
Tuttavia c’è da tener presente che ognuna di queste tipologie di prestiti, oltre agli interessi, può richiedere delle quote aggiuntive per la stipula di polizze assicurative, spesso obbligatorie, oppure per le pratiche di istruttoria o altre commissioni.

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Nei recenti articoli sulla guida ai prestiti abbiamo imparato a conoscere diverse tipologie di prestiti

ognuno dei quali si distingue per importi, agevolazioni, garanzie, legislazione e finalità.

Tra le varie tipologie di prestito di cui abbiamo parlato, la maggior parte rientrano nella categoria dei prestiti chirografari, ovvero quelli che prevedono l’erogazione di una somma di denaro con una garanzia data semplicemente dalla firma di chi lo richiede.

Nella categoria dei prestiti chirografari rientrano i prestiti personali, la cessione del quinto dello stipendio, il prestito delega e il prestito finalizzato, e ovviamente quello chirografario in se per se.

Il Prestito chirografario può essere a singola oppure a doppia firma, nel secondo caso viene richiesta dal creditore la firma di una seconda persona, generalmente un familiare del richiedente, come ulteriore garanzia.

Le modalità per la restituzione del prestito chirografario sono identiche a quelle delle altre tipologie di prestito, ovvero con un rimborso in rate mensili, sia del capitale che degli interessi, effettuato tramite bollettino postale o con l’addebito diretto sul conto corrente del debitore (RID).
Tuttavia c’è da tener presente che ognuna di queste tipologie di prestiti, oltre agli interessi, può richiedere delle quote aggiuntive per la stipula di polizze assicurative, spesso obbligatorie, oppure per le pratiche di istruttoria o altre commissioni.

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Nell’epoca della crisi economica ricorrere ad un prestito o un finanziamento per l’acquisto di un bene o un servizio sta diventando sempre più frequente, ecco perché è veramente importante “studiare”, tramite una guida ai prestiti, le nozioni di base della finanziaria in modo da arrivare preparati all’eventuale necessità di credito.

E’ risaputo che banche ed istituti di credito per concedere un qualsiasi prestito o finanziamento necessitano di una qualche garanzia in modo da esser sicuri che il richiedente estingua il suo debito.

Per alcune forme di prestito è sufficiente la semplice garanzia tramite busta paga o pensione, altre, invece, richiedono una terza persona che s’impegni ad estinguere il debito qualora il debitore dovesse venir meno…

In questo caso parliamo di Fideiussione.
La Fideiussione esisteva già in epoca romana sotto il nome di fideiussio e si tratta appunto di un contratto attraverso il quale il soggetto chiamato fideiussore si obbliga personalmente nei confronti del creditore all’adempimento del debitore. Questo tipo di contratto viene stipulato direttamente tra creditore e fideiussore senza necessitare del consenso del debitore.

Un debitore può ricorrere per un medesimo debito alla garanzia di più fideiussori i quali sono tutti obbligati ad adempiere all’intero debito a meno che non sia stato pattuito il beneficio della divisione, in questo caso il fideiussore può richiedere al creditore di ridurre l’azione alla parte da lui dovuta.

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La terapia di gruppo ha dimostrato di essere efficace sulla salute mentale. Sebbene alcuni psicologi e psicoterapeuti tendono ad iniziare con una terapia individuale, in seguito potrebbe capitare di indirizzare il paziente alla psicologia gruppi.

La terapia di gruppo permette ai pazienti di discutere liberamente dei loro problemi, con persone che condividono gli stessi sintomi o sintomi simili. Quando due o più persone condividono lo stesso problema, si possono ottenere risultati maggiori rispetto ad una terapia individuale.

Alcune persone con malattie mentali spesso evitano di socializzare semplicemente perché pensano che gli altri non capiscano, ed è imbarazzante per loro andare in pubblico quando sono a rischio di “crisi”.

E ‘importante ottenere aiuto quando si ha una malattia mentale, ma è anche importante lavorare autonomamente contro il proprio problema, se possibile. Se si utilizzano strategie di self-talk, si può aiutare con dei problemi di salute mentale.

Un’altra grande forma di terapia è scrivere i tuoi problemi su carta. Questo è di grande aiuto perché se si mettono tutti i dettagli su carta il consulente può aiutare a scoprirne la causa e a lavorare verso una soluzione.

Altra grande strategia per affrontare problemi mentali è di evitare l’isolamento.

È qui che entra in gioco la terapia di gruppo. La comunicazione è una fonte eccellente per la guarigione.

Ciò impedisce di sentirsi soli La terapia di gruppo è grande anche perché ti dà la possibilità di uscire di casa. Pensatela come un’attività o di una esperienza sociale divertente.

La malattia mentale è difficile e spesso di difficile comprensione, ma nella maggior parte dei casi, c’è una soluzione per affrontare la diagnosi. E ‘importante prestare attenzione durante una sessione di gruppo. Quando si presta attenzione, si riceveranno benefici dell’ascoltare gli altri.

Infine, molti che soffrono di malattie mentali spesso si sono fermati nello “sviluppo”. C’era qualcosa nella vita che non è stato fornito loro per aiutarli a crescere. Ovviamente in non si parla di adolescenza, in questo caso bisognerebbe ricorre alla psicologia adolescenza, invece si parla di persone adulte che non sono state in grado di completare il proprio processo di sviluppo mentale e la terapia di gruppo diventa una grande alleata per completare questo tipo di processo.

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apr-7-2010

Psicologia cognitiva e infantile

Postato da in psicologia

Immaginate un bambino di un anno e mezzo di età giocare con i suoi giocattoli, questo bambino interagirebbe con gli altri bambini se non per urlare nel caso in cui un bambino prenda il suo giocattolo. A questa età il bambino non ha la capacità di prendere in considerazione altri punti di vista, ma quando cresce fino a sei o sette anni si impegnano nel gioco di gruppo capiscono le diverse prospettive di altre persone e progressivamente mentre entra nell’adolescenza sente la necessità di sviluppare rapporti con i coetanei. La questione interessante è quello che rappresenta questa evoluzione progressiva e costante della capacità del bambino di percepire e descrivere le relazioni complesse e imparare cose nuove in modo efficiente. La ricerca di una risposta ha portato alla nascita della psicologia dello sviluppo.

Psicologia dello sviluppo è lo studio scientifico del progressivo cambiamento psicologico che traspare negli esseri umani che invecchiano. Lo sviluppo del bambino sta rapidamente emergendo come sotto categoria di studio, che cerca di spiegare l’evoluzione graduale dell’infanzia, le capacità sociali e altre, in primo luogo descrivendo i cambiamenti nei comportamenti osservati nel bambino e poi per scoprire il processo e le strategie che sono alla base di questi cambiamenti. Sebbene questo campo della psicologia abbia visto rapidi sviluppi di recente, è relativamente giovane, con le prime teorie provenienti da appena un secolo fa.

Il campo di cognizione ovvero il modo in cui la mente umana acquisisce ricorda e impara ad utilizzare forme di conoscenza, è parte integrante del campo e ha una vasta gamma di implicazioni.

La natura del soggetto è tale che ha visto una raffica di teorie, che si contraddicono tra loro, soprattutto nel campo dello sviluppo cognitivo. Ci sono stati diversi approcci diversi per lo sviluppo cognitivo come la teoria di Jean Piaget, che sottolinea i cambiamenti evolutivi nell’organizzazione o nella struttura del processo di pensiero dei bambini o la teoria socio-culturale di Vygotskij Lev dello sviluppo cognitivo, che attribuisce l’avanzamento nel bambino alla sua interazione con il mondo sociale.

Il campo ha implicazioni illimitate soprattutto nel miglioramento del funzionamento dei bambini e nelle opportunità di sviluppo in settori importanti della loro vita, soprattutto nei rapporti con la famiglia, gli amici, coetanei e lo sviluppo personale. Non vi è dubbio che la psicologia infantile è un settore in movimento.

Gli specialisti che si occupano di psicologia infantile stanno aumentando sempre di più.
L’infanzia è il momento che segna maggiormente un persona e da cui può dipendere il suo modo di essere futuro ed anche eventuali problemi. Ecco perché i genitori dovrebbero stare molto attenti ai comportamenti dei bambini e rivolgersi ad uno specialista ai primi segnali “negativi”.
In questo caso è molto facile trovare via web un consulto on line o un elenco di specialisti divisi per città e specializzazione. Basta cliccare su psicologi trieste ad esempio per trovare subito quello che fa al caso vostro.
La psicologia infantile è un campo molto delicato e non bisogna assolutamente sottovalutare i segni di disagio di un bambino perché quel disagio potrebbe segnarlo per tutta la sua vita futura.

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mar-31-2010

Psicologia e adolescenza

Postato da in psicologia

L’adolescenza è ed è stata per tutti un momento al quanto difficile, se pur bello ma difficile da affrontare perché è il momento in cui si abbandona l’infanzia e si viene “introdotti” nella società, in un certo senso è il momento in cui si inizia pian piano a camminare da soli.
Che siano tempi belli o tempi brutti, ogni generazione di adolescenti si ritrova ad affrontare una serie di problemi e di tentazioni a cui a quell’età è difficile resistere, sia per curiosità che per “non sentirsi esclusi” dagli altri.

Ma se è vero che come detto ogni generazione ha avuto le sue sfide in questa età, è anche vero che man mano che gli anni passano, le nuove generazioni di adolescenti si ritrovano ad affrontare difficoltà sempre maggiori a causa di una società sempre più corrotta, e i ragazzi più deboli, timidi ed introversi tendono a crollare.
Ci si ritrova ad essere vittime dei coetanei più forti, a volte facendo cose che non si vogliono fare, altre semplicemente essendo oggetto di scherno (nelle migliori delle ipotesi), sentendosi rifiutati, inferiori agli altri, fuori luogo.
Queste situazioni, per alcune persone, trasformano uno dei momenti migliori della propria vita in un vero incubo influendo negativamente sulla psiche di un adolescente il quale può reagire in qualsiasi maniera: droga, depressione, anoressia e quant’altro.

Purtroppo capita spesso che i genitori presi dai propri impegni o convinti del concetto “è una fase ci siamo passati tutti” prendono sotto gamba il problema o a volte non se ne accorgono nemmeno.
E’ bene invece sapere che è proprio loro il compito di stare “attenti” durante l’adolescenza dei propri figli e ricorrere se necessario all’aiuto di uno specialista.
Un adolescente difficilmente deciderà autonomamente di rivolgersi ad uno psicologo, è dunque compito degli adulti capire se è necessario ed eventualmente “spingerlo”.

Oggi grazie ad internet consultare uno specialista della propria città è molto semplice, prima senza l’aiuto del web trovare tra i tanti psicologi Venezia (per fare un esempio) quello più adatto al nostro problema era difficile, e di chiedere consiglio a qualcuno proprio non se ne parlava.
Oggi oltre a trovare elenchi completi di professionisti sia per specializzazione che per città, è possibile anche ricorrere inizialmente ad un consulto on line che permette in modo semplice ed “indolore” di avere un primo approccio con colui che potrebbe essere la risoluzione dei nostri problemi adolescenziali.

 

 

 

 

 

 

 

 

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feb-25-2010

Fobia

Postato da in paure e fobie

Il termine fobia, deriva etimologicamente dal greco, “phobos”, ossia “paura”, ed è definibile come un’irrazionale, esagerata e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività o persone, che può, nei casi più gravi, limitare l’autonomia del soggetto.

Il sintomo principale di questo disturbo è l’irrefrenabile desiderio di evitare l’oggetto che incute timore. La reazione abnorme diventa patologica solo quando compromette anche il normale funzionamento lavorativo e sociale dell’individuo. Il fobico tende a fuggire da quelle rappresentazioni che creano in lui un senso di angoscia; questo significa che sposta inconsciamente su oggetti esterni e su situazioni “fobizzate” le sue preoccupanti relazioni con elementi interni che, in questo modo, vengono rifiutati.

L’individuo fobico non può sottrarsi volontariamente alla sua paura, sebbene il suo “insight” sia sufficientemente buono da rendersi conto dell’irrazionalità e della sproporzionalità di questo vissuto, che permane per un determinato periodo di tempo e determina un disadattamento del soggetto al suo ambiente.

 

Esistono vari tipi di disturbo della fobia a seconda del contenuto: fobia specifica, fobia sociale e agora fobia.  Trattamento: Il trattamento delle fobie è relativamente semplice, se non complicato da altri disturbi psicologici, e prevede primariamente un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale di breve durata.

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feb-7-2010

Psicologia che passione!

Postato da in psicologia

Sin da quando ero a scuola ho sempre provato un certo interesse verso la psicologia, infatti delle centinaia di ore di lezione d’italiano che ho seguito durante i miei anni a scuola ricordo solo quelle che trattavano autori di opere a sfondo psicologico.

Non tutti credono nel potenziale che ha la psicologia, o meglio lo psicologo, molti non accettano il fatto di dover raccontare le proprie cose ad uno sconosciuto che secondo loro non può aiutarli.
Ma io credo che questo sia un fatto di cultura e mentalità.
L’Italia come in tante cose, rispetto agli altri paesi è ancora indietro e restia su queste cose, ma per fortuna in un intero paese c’è chi ha il buon senso di capire quando c’è la vera necessità di farsi “analizzare”.

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feb-3-2010

Attacco di panico

Postato da in paure e fobie

L’attacco di panico è un episodio critico di ansia molto intensa. La maggior parte delle persone che soffre di attacchi di panico riferisce la paura di morire, “impazzire” o perdere il controllo di emozioni e comportamento.

I Sintomi degli attacchi di panico sono prevalentemente fisici, nonostante si tratti di un disturbo che ha origini di tipo  psicologico; infatti,  i sintomi somatici della crisi di panico sono generici correlati neurovegetativi e neuromuscolari dell’ansia. Un attacco di panico, infatti, è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso, i cui sintomi appaiono improvvisamente, senza alcuna causa apparente, e  possono includere:

  • Aumento della frequenza cardiaca o palpitazioni
  • Sudorazione
  • Dolori al petto
  • Vertigini, stordimento, nausea
  • Difficoltà di respirazione (dispnea)
  • Formicolio o intorpidimento alle mani, al viso, ai piedi o alla bocca
  • Grida ed urla strazianti
  • Incapacità di comunicare a voce
  • Rossore al viso e al petto o brividi
  • Sensazioni di sogno o distorsione percettiva (derealizzazione)
  • Dissociazione, la percezione che non si è connessi al corpo o perfino che si è disconnessi dal tempo e dallo spazio (depersonalizzazione)
  • Terrore, una sensazione che qualcosa di inimmaginabilmente orribile sta per succedere e si è impotenti per prevenirlo
  • Paura di perdere il controllo e fare qualcosa di imbarazzante o di diventare matti
  • Paura di morire
  • Paura e sensazione di svenire
  • Sensazione di morte imminente
  • Sensazione di lingua e bocca asciutta
  • Sapore metallico in bocca
  • Tremori fini o a scatti
  • Pianto
  • Sensazioni di rivissuto (deja-vu)
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feb-1-2010

Paura dello psicologo

Postato da in paure e fobie

Aver paura o vergogna di rivolgersi ad uno psicologo è una sensazione comune a molte persone che nonostante la necessità rinunciano.
Rinunciare è il passo più comune e sbagliato in questo ambito, in quanto lo psicologo deve essere considerato come un medico normale e non come il medico dei pazzi!
In ogni caso per fortuna c’è internet che viene i nostro aiuto!
Infatti grazie a siti come psicologi italiani possiamo avere un primo approccio con lo psicologo direttamente on line!
Ma ovviamente dobbiamo tenere in considerazione che spiegare un problema tramite chat o email è totalmente diverso da parlarne in modo diretto e da vicino. Le risposte che gli esperti posso dare on line restano comunque di carattere generico, quindi il consiglio potrebbe essere quello di avere un primo contatto on line e poi prendere coraggio per un confronto diretto.
Grazie a psicologi on line si può scegliere spontaneamente il proprio psicologo in base ad una catalogazione per cittàe una scheda dove sono presenti i recapiti dello specista e la specifica del tipo di analisi che opera

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